Siete figli del destino da altri ventri partoriti
nel mio cuore rinati nella mia vita cresciuti.

Storia di un Bambino Adottato
C'erano due donne che non si erano mai conosciute;
una non la ricordi, l'altra la chiami mamma.
La prima ti ha dato la vita, la seconda ti ha insegnato a viverla.
La prima ti ha creato il bisogno d'amore, la seconda era li per soddisfarlo.
Una ti ha dato la nazionalità l'altra il nome.
Una il seme della crescita, l'altra uno scopo.
Una ti ha creato emozioni, l'altra ha colmato le tue paure.
Una ha visto il tuo primo sorriso, l'altra ti ha asciugato le lacrime.
Una ti ha lasciato, era tutto quello che poteva fare.
L'altra pregava per un bambino e il Signore l'ha condotta a te.
E ora mi chiedi la perenne domanda: eredità o ambiente, da chi sono plasmato?
Da nessuno dei due, solo da due diversi amori.
Madre Teresa di Calcutta
Centralità del bambino nell'adozione
Il bambino è il soggetto principale nell’adozione.
Attorno a lui ruota ogni scelta, dato il suo
diritto fondamentale di crescere nella propria
famiglia. Le coppie che desiderano adottare
non “chiedono” un bambino, ma danno la loro
disponibilità ad accoglierlo.
“Il minore ha diritto di crescere ed essere educato
nell’ambito della propria famiglia […]. Quando
la famiglia non è in grado di provvedere alla
crescita e all’educazione del minore, si applicano
gli istituti dell’affidamento e dell’adozione”.
(Articolo 1 legge n.184/1983 (come modificata
dalla 149/2001)).
Il bambino che viene adottato, sia tramite l’adozione
nazionale che internazionale, è stato
generato da un’altra coppia che non è stata in
grado di prendersi cura di lui. Ha pertanto dei
legami precedenti, una sua storia e un suo patrimonio
genetico, che deriva biologicamente
dalla sua famiglia e dalla sua etnia. È fondamentale
che la coppia aspirante all’adozione valuti
approfonditamente se è disposta ad accettare
e rispettare le origini del bambino, ad accompagnarlo
nel suo inserimento familiare e sociale,
non cancellando il suo passato ma aiutandolo
a trovare una spiegazione accettabile alla sua
storia.
Dal punto di vista psicologico e sociale, la coppia
adottiva si trova davanti ad un bambino
che ha dovuto subire il trauma dell’abbandono
da parte dei genitori, della sua famiglia e, se
straniero, la separazione dal proprio Paese di
origine. L’assenza di una figura di riferimento
costante, la trascuratezza fisica e psicologica, le
carenze di stimolazioni socio-ambientali determinano
nel bambino abbandonato delle ferite
psicologiche non facilmente rimarginabili. La
coppia adottiva accoglie quindi un bambino bisognoso
di cura e d’amore, ma spesso anche carico
di paura e rabbia per quanto gli è accaduto.
Dovrà avere, quindi, la capacità di riconoscere e
di accogliere il disagio e la sofferenza del figlio dandogli una “base sicura” che gli consenta da un lato, di riconciliarsi con il proprio passato e, dall’altro,
di proiettarsi positivamente nel futuro.








